Mi sono innamorato/a di una statua. Dialogo tra Graziella Magherini, Stendahl e il David di Michelangelo

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Lo scrittore francese Stendhal descrisse, nel 1817, uno strano malessere di cui era stato vittima durante una visita alla Basilica fiorentina di Santa Croce. Come lui, tanti turisti, ogni anno, vengono colpiti da quella che oggi si chiama Sindrome di Stendahl o Sindrome di Firenze, descritta, negli anni Ottanta, da una Donna, la psichiatra fiorentina Graziella Margherini, che era, allora, responsabile del servizio per la salute mentale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova: qui si rivolgevano i turisti che lamentavano singolari malori mentre visitavano i musei della città e che, come Stendahl, avevano tachicardia, senso di svenimento, vertigini, confusione mentale, difficoltà respiratorie e persino allucinazioni… Il maggior responsabile di questa reazione era ed è il David di Michelangelo: la sua perfezione anatomica e il suo ruolo di eroe biblico/civico sono in grado di scatenare nell’osservatore sintomi psicofisici importanti, provocando un profondo turbamento, soprattutto negli Stranieri. È come se i Fiorentini, abituati a tanto splendore, avessero sviluppato una specie di “immunità”. Il reading ha luogo nel più antico ospedale fiorentino, là dove la sindrome è stata descritta, nel cuore di una Città, bella di una bellezza quasi insostenibile. 

Con Antonio Fazzini, Donatella Lippi, Pier Paolo Pacini.

Salone Martino V, Fondazione Santa Maria Nuova

Piazza di Santa Maria Nuova, Firenze, FI, Italia

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