In principio furono mani di donna

Appena arrivati in questo mondo generalmente troviamo ad accoglierci braccia e mani amorevoli che almeno per un po’, si prendono cura di noi e ci fanno fare esperienza dell’amore.
Tradizionalmente è stato lasciato alle donne il compito della cura, perché sono le donne che culturalmente sono riconosciute come perni relazionali e perché il primo nostro contatto è quello con la madre.
Crescendo, tuttavia, gli esseri umani spesso mettono distanza tra loro. Finiamo per muoverci frettolosi, relazionandoci con gli altri senza piena consapevolezza e centratura. E così che quando siamo in presenza di un altro essere umano troppo facilmente rinunciamo alla possibilità di un contatto consapevole e vero.
Le paure e i condizionamenti sociali allontanano le possibilità di una convibrazione autentica, relegandola spesso solo all’intimità affettiva e sessuale.
La nostra vita si impoverisce di contatti nutrienti, perdendo una fonte di amore e salute fisica, mentale e spirituale.
Nel darci la mano, nell’abbracciarci (ammesso che troviamo il modo di farlo: i contatti fisici paiono talvolta banditi dalle buone maniere) siamo consapevoli che l’altro è un essere vibrante e sensiente e non un tavolino o una sedia?
In questo laboratorio vorremmo proporre delle brevi esperienze per accrescere la qualità della nostra presenza nelle relazioni e per reimparare il linguaggio del contatto consapevole.

Informazioni

Evento organizzato da: Associazione culturale "Casa della Ghianda"
Informazioni per il pubblico: Massimo 10 partecipanti E' necessaria la prenotazione a info@casadellaghianda.it
Ingresso: A offerta libera
Destinatari: Adulti