Ciondoli chiama angeli, il piatto con l’acqua e l’olio, la nonna che si arrabbia se dici ad alta voce quanto è bello il bambino. Intorno alla nascita c’è sempre stato un repertorio di gesti per proteggere chi arriva e chi ha appena partorito.
L’antropologia li chiama gesti apotropaici, e non si possono liquidare come semplice superstizione: sono tecniche per maneggiare una paura ed un periodo particolarmente vulnerabile. Diventare madre significa attraversare una soglia, e in quel margine c’è spesso molta incertezza. Le società hanno sempre contenuto quel passaggio con riti che riconoscevano il pericolo, offrendo modi per contenerlo.
Oggi quei riti si sono in gran parte dissolti. La paura no, e i gesti nemmeno: sono diventati privati e silenziosi. La prima parte dell’incontro guarda a questo scarto con gli occhi dell’antropologia.
La seconda è un laboratorio di scrittura condotto da Marta Balzi: avremo modi di porci alcune domande, e provare a scrivere le nostre paure con infine uno spazio per chi vorrà mettere in comune quello che è emerso.
Quando
21 Novembre
Tipologia Evento
laboratorio
Orario
10:30
Durata indicativa: 1 ora e 30 minuti
Luogo
Informazioni per il pubblico
Gratuito, online su Zoom, max 20 partecipanti.
Prenotazioni aperte dal 1 novembre al link: https://www.instagram.com/farsi_madri.
Info: me@elisagrandi.com
Modalità di partecipazione
Gratuita
Destinatari
Per adulti

