Chi urla il mio nome. La parola come atto di esistenza è un reading teatrale di 60 minuti che attraversa oltre trenta autrici africane e afrodiscendenti vissute tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento, provenienti da sette aree linguistiche — lusofona, ispanofona, francofona, anglofona, afroeuropea, afroasiatica e nordafricana araba, erano tutte poetesse, scrittrici, attiviste.
Riunite non per nazionalità o epoca, ma per un gesto comune: rispondere con la propria voce a un nome che altri avevano già deciso per loro.
“Negra.” “Straniera.” “Non hai voce in capitolo.” Prima di ogni loro parola, c’è sempre qualcun altro che le ha nominate — un confine coloniale, una lingua imposta a scuola al posto di quella materna, uno sguardo che riduce un corpo a un’etichetta. Il reading racconta cosa succede dopo quel primo grido: non il silenzio, ma la scrittura.
Il percorso attraversa sette lingue e altrettante aree del mondo lusofona, ispanofona, francofona, anglofona, afroeuropea, afroasiatica, nordafricana araba restituendo a ciascuna voce la propria lingua originale prima della traduzione, perché anche il suono di una parola non tradotta è già un atto di resistenza.
Quando
26 Novembre
Tipologia Evento
spettacolo/reading
Orario
21:00 - 22:15
Durata indicativa: 1 ora e 15 minuti
Luogo
Via dell'Oriuolo, 24
Firenze
Toscana
Informazioni per il pubblico
Ingresso libero.
Prenotazione consigliata (non obbligatoria).Tel. 055 2616512 E-mail: bibliotecadelleoblate@comune.fi.it
Ass. Njinga Mbande APS: njingambande@gmail.com
Modalità di partecipazione
Gratuita
Destinatari
Per tutti

