Lucy Orta

Lucy Orta Foto

Artista visiva di fama internazionale, Lucy Orta esplora i temi del fare e della partecipazione attraverso il linguaggio del tessile. Disegno, collage, pratiche tessili, fotografia, film e performance sono gli strumenti con cui indaga le relazioni tra il corpo individuale e le strutture comunitarie, le loro diverse identità e le forme della convivenza.

Tra i suoi lavori, “Refuge Wear” e “Body Architecture”, habitat portatili e autonomi che riflettono su mobilità e sopravvivenza; “Nexus Architecture”, abiti che compongono corpi modulari e collettivi come metafora del legame sociale; e i dispositivi indossabili “Lifeguard”, sulla doppia condizione di vulnerabilità e resilienza.

Ha realizzato progetti collaborativi con comunità marginalizzate: comunità rom, persone migranti (“Traces: Stories of Migration”), rifugiati e richiedenti asilo (“Lifeline”), donne detenute (“Banner Processions”). I lavori più recenti, come “Bayt Al’ Sha’ar” ed “Embroidery Landscapes”, intrecciano ricerca sul campo, narrazione e tradizioni artigianali.
Nel 1992 ha fondato con Jorge Orta lo Studio Orta, che sviluppa progetti a lungo termine su grandi questioni sociali ed ecologiche – i cicli alimentari locali e globali e il rito del pasto condiviso (“70 x 7 The Meal”), la scarsità d’acqua, il cambiamento climatico e le migrazioni forzate (“OrtaWater”, “Antarctica”), la perdita di specie e l’interdipendenza degli ecosistemi (“Amazonia”) – presentati in musei e mostre di tutto il mondo.

Dal 2002 è professoressa alla University of the Arts London e, per il suo contributo alle arti visive, ha ricevuto un Master honoris causa dalla Nottingham Trent University e un dottorato honoris causa dalla University of Brighton.