Nel cuore della piazza, tra il silenzio e la tensione che precede il rito, un coro di trenta donne vestite a lutto emerge lentamente dalla folla. I loro passi sono lenti, misurati, come un battito comune che nasce dal dolore e dalla memoria. Intonano insieme “Figlia della Tempesta“, un canto grave e potente, simbolo di resistenza e rinascita. Le loro voci si intrecciano come onde, portando nell’aria la forza di chi non ha più voce. Avanzano unite, compatte, fino a formare un cerchio attorno a due coppie – aggressore e vittima – che, al centro, danno vita a una danza di difesa personale: un dialogo fisico tra paura e coraggio, tra violenza e libertà riconquistata. I corpi si muovono in contrapposizione, tra prese e liberazioni, in una coreografia che trasforma l’aggressione in gesto di autodeterminazione.
Il cerchio di donne si chiude, il canto si spegne, e nel silenzio finale si alza la voce della poesia: la lettura di un estratto da “Si mañana no vuelvo, mamá“ di Cristina Torres Cáceres, seguita da un momento di riflessione collettiva. Un invito a non dimenticare, a lottare, a far sì che nessuna debba più dire quelle parole
Evento organizzato da
Kroton Sport&Social e Associazione Culturale Casa d’Arte
Informazioni per il pubblico
Accesso libero
Modalità di partecipazione
Gratuita
Destinatari
Per tutti
