La violinista Stefi Geyer (1888-1956), allieva di Hubay a Budapest, girò l’Europa come enfant prodige e fu una delle prime violiniste a coltivare una carriera internazionale per tutto l’arco della vita. Bartók si innamorò di lei e le dedicò il Concerto n. 1 per violino e orchestra (1907-1908). Geyer, come atto di devozione, ne dispose la non esecuzione pubblica fino alla propria morte. I due intrattennero una lunga corrispondenza, testimonianza dell’amicizia intellettuale maturata oltre i confini dell’innamoramento.
Le lettere sono il luogo di un dialogo profondo, spesso in tensione, in cui emerge la raffinata intelligenza di Geyer, volta all’indipendenza di pensiero.
Le lettere in ungherese sono tradotte per l’occasione da Claudia Tatasciore. La lettura, a cura di Anna Cipriani (premio Hystrio alla Vocazione “Ugo Ronfani” 2024), sarà accompagnata da alcuni dei 44 duetti per violino di Bartók, eseguiti da Renáta Lackó insieme agli allievi di Sviolinando.
La serata è organizzata dall’Associazione Culturale Italo-Ungherese della Toscana in collaborazione con Accademia d’Ungheria in Roma e Nuova Accademia degli Arrischianti, con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze.
Evento organizzato da
Associazione culturale italo-ungherese della Toscana
Informazioni per il pubblico
L'evento sarà gratuito, su prenotazione, con un massimo di 90 partecipanti. Per prenotare e per informazioni inviare una mail a aciutoscana@gmail.com.
Modalità di partecipazione
Gratuita
Destinatari
Per tutti
