Libri al Festival

Non fiori ma opere di bene
Un libro di Elisa Fuksas

23 Ottobre
Bistrot - Manifattura Tabacchi
12:15 - 13:00

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In dialogo con Barbara Alberti

Due anni or sono, la protagonista di questo romanzo era in piedi, la notte di Pasqua, nel battistero di Firenze; aveva quarant’anni e, dopo un anno di avvicinamento e studio della religione cattolica, aveva deciso di battezzarsi. Un coro di santità ed eccezioni, dalla famiglia al confessore, al vescovo, a lei stessa, ai passanti; le incertezze e le certezze che rendono umani, l’accesso a un’eternità a venire; la santità, anche, perché no. La protagonista di questo romanzo, e del precedente – Ama e fai quello che vuoi, successo di pubblico e critica – si chiama Elisa Fuksas, come l’autrice, ed è Elisa Fuksas, almeno nelle intenzioni e nei desideri. Soprattutto nella ricerca. Questo nuovo libro, a metà tra videogioco e romanzo cavalleresco, racconta le vicende della protagonista che si mette alla ricerca, nel cimitero del Verano a Roma, della tomba di famiglia. Tomba di famiglia di cui tutti parlano e dicono, sulla quale tutti conoscono aneddoti e storie, della quale il padre – con la memoria architettonica e quantitativa che forse aveva già ma che il mestiere gli ha esercitato – ricorda addirittura la posizione. Solo che questa tomba, come certe radici, certe origini, certe appartenenze pure, non si trova: non è dove tutti dicono che sia. E così, tra confraternite che gestiscono porzioni di cimitero, vite che si intrecciano e forse addirittura si nutrono delle bacche dei pioppi, vialetti che paiono condurre in un certo luogo e invece divergono verso un altro, e medium torinesi, Elisa Fuksas, come si è appropriata attraverso il battesimo dell’eternità a venire, si appropria e soprattutto ci regala l’unica eternità accessibile agli esseri umani, che – come ha scritto Simone Weil – è il passato. 

Marsilio

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