Annie Féolde

Sono nata a Nizza, in una famiglia di albergatori. Fin da piccola ho conosciuto le due facce di una vita dedicata al pubblico: un grande piacere nei contatti ma anche tanti sacrifici.
Ho fatto di tutto per evitare questo mestiere. Cercando la mia strada, me ne sono andata a Parigi, poi a Londra e infine a Firenze dove, alla fine degli anni ’60, ho incontrato Giorgio Pinchiorri: lavorava al ristorante Buca Lapi e pochi anni dopo, nel ‘72, è stato chiamato a dirigere la cantina dell’Enoteca Nazionale. Ai vini che Giorgio serviva al bicchiere, io pensai di affiancare un buffet. I primi veri piatti caldi arrivano nel ’74.
Sono autodidatta e felice di esserlo. I miei punti di riferimento sono stati i libri, dai quali ho attinto a piene mani. All’inizio mi sono basata sui libri di cucina francese, poi però ho cominciato a studiare quella italiana e il mio punto di arrivo è stata una cucina basata su prodotti locali e ricette ispirate alla cultura gastronomica toscana, rivisitata in chiave contemporanea.
Da tempo ho delegato il lavoro di cucina a un’équipe fantastica, composta da ragazzi giovani e ben affiatati, sotto l’attenta guida dell’executive chef Riccardo Monco.

Foto di Roberto Quagli